«Stoccolma e il suo Municipio sulle sponde del lago Malärme»

Il municipio di Stoccolma o Stockholms Stadshuset, in lingua locale, è forse l’edificio più caratteristico e rappresentativo della capitale scandinava. Usare il forse qui è d’obbligo, visto che la città è stata nel tempo sapientemente arricchita di bellezze architettoniche. Distribuite con armonia ed equilibrio sulle quattordici piccole isole che la compongono.

Tra eleganti palazzine in stile liberty svedese, slanciate guglie neo gotiche, cupole e tetti dalle coperture di bronzo verde e oro, lo sguardo del passeggiatore attento è costantemente invitato a posarsi su qualcosa di bello. E Stoccolma porge questo invito sempre con gentilezza. Non vuole mai imporre la sua bellezza all’osservatore con forza od arroganza, preferisce conquistarlo serenamente col fascino della sua delicatezza.

Chi ha avuto la fortuna di passeggiare sulle rive dell’isola Södermalm, una delle quattordici sulle quali si posa la città, sa bene che guardando verso l’altra sponda del lago Mälaren c’è una costruzione che più di tutte spicca, con le sue imponenti mura di mattoni rossi e una torre che sembra ergersi direttamente dall’acqua: questa è il municipio di Stoccolma.

Vista del municipio e dell’abazia di Riddarholmen dall’isola Sodermalm – Stoccolma

Oltre alla sua collocazione, dello Stadshuset ci sono diversi aspetti che a prima vista possono stupire: la sua forma rigidamente geometrica, il porticato che divide l’edificio dal suo giardino a pelo dell’acqua e soprattutto la sua torre. Imponente e alta più del triplo della struttura – 106 metri – ha una cupola verde sulla quale svettano in cima le tre corone dorate – “Tre Kronor”- disposte una sotto e due sopra, simbolo della Svezia, del suo governo e della famiglia reale.

Municipio di Stoccolma- vista della torre

Una delle domande che può sorgere spontanea guardando il municipio riguarda l’origine della sua costruzione: quando è stato costruito? Perchè, anche ad osservarlo bene, può risultare difficile per un occhio inesperto giostrarsi tra i diversi impulsi visivi che la struttura lancia all’osservatore attraverso le sue linee. E così resta un dubbio: potrebbe essere una costruzione antica, forse tardo medioevale se ci si sofferma a guardare la torre.  Rinascimentale se si osserva il suo grazioso porticato oppure settecentesca per le coperture, o addirittura costruita a più riprese in diverse epoche storiche.

Ma la verità è che lo Stadshuset di Stoccolma è un’opera molto recente e la prima sorpresa che furbescamente ci riserva è il fatto che a guardarlo non lo sembri per niente.

Il Consiglio Comunale che decise la sua realizzazione e l’area in cui avrebbe douto essere eretto fu istituito alla fine del XIX secolo. Il progetto fu affidato ad un maestro dell’architettura svedese e professore dell’accademia delle belle arti di Stoccolma – Ragnar Östberg – e affollò i suoi pensieri per ventidue lunghi anni, dal 1901 al 1923, mentre per la sola realizzazione ce ne vollero dodici, dal 1911 al 1923.

Il municipio è stato quindi ultimato meno di un secolo fa e la data della sua inaugurazione non fu scelta a caso. Il 23 giugno 1923 ricorreva il quattrocentesimo anniversario dell’entrata trionfale a Stoccolma di Gustavo I Vasa, in svedese Gustav I Eriksson Vasa, dopo essersi autoprclamato protettore del reame nel 1512 e aver condotto la guerra di liberazione svedese contro il re Cristiano II di Danimarca, Norvegia e Svezia , riconosciuto in seguito dagli svedesei come padre della nazione per il suo grande contributo. Ma il 1923 fu un anno importante per la Svezia anche per via dell’“esposizione internazionale di Gothenburg” dedicata in gran parte a progetti e studi di disegno urbano indirizzati all’obiettivo di ideare le città nordiche del futuro.

                    La costruzione della torre sta volgendo al termine, 1920 © Arkitektur-och designcentrum

L’ingegnere spagnolo Eduardo Torroja, forse il massimo specialista mondiale di costruzioni in calcestruzzo dell’epoca, commentò il municipio sottolineando proprio come questo «pur essendo modernissimo, sembri già antico». Questa illusione o impressione estetica non è che l’effetto del sapiente utilizzo che Östberg ha fatto dei diversi stili architettonici del passato, coniugandoli in modo armonioso ed equilibrato e fondendoli in una sintesi di linguaggio e forme che incarnano e rappresentano perfettamente quello stile che sarà definito come nazional romantico svedese.

Il palazzo comunale di Stoccolma è quindi una costruzione stilisticamente eclettica, dove possono osservarsi convivere in simbiosi elementi dell’architettura gotica, classica e rinascimentale, tutti però sotto un unico comune denominatore, quello delnuovo stile” che a partire dall’ultimo ventennio dell’ottocento pervase e influenzò l’architettura e la cultura svedese più in generale: il romantico svedese.

In piena linea con i caratteri generali di quel movimento articolato e complesso che fu il romanticismo e che pervase l’Europa per tutto il secolo lungo – il XIX sec. – anche nel mondo della cultura e dell’arte svedese si manifestò, seppur con qualche decennio di ritardo, quella forte presa di coscienza del patrimonio culturale nazionale che portò le energie creative a concentrarsi sul recupero della tradizione e sulla rappresentazione dei valori identitari locali.

Il movimento romantico produsse i suoi effetti anche nel mondo dell’architettura, attraverso il reimpiego delle forme e dei materiali da costruzione tipici della tradizione svedese. Questo spiega, a proposito dello Stadshuset di Stoccolma, le scelte di Östberg di impiegare esclusivamente dei mattoni rossi per le mura dell’intera struttura e di costruire un edificio dalle forme regolari e semplici, in maniera decisamente similare e ispirata a quelli che sono i colori e i tratti caratteristici delle abitazioni rurali e dei ricoveri agricoli svedesi. Costruzioni che potete incontrare con estrema facilità percorrendo qualsiasi strada che attraversi le campagne svedesi e che mantengono ancora gli stessi tratti caratteristici del passato.

Prima di concludere, lasciandovi con l’ultima suggestiva immagine in notturna dello Stadshuset che si rispecchia sull’acqua e qualche “curiosità sull’edificio, pare doveroso spendere due parole sul lato – secondo me – più poetico del palazzo comunale: il suo giardino sull’acqua.

Lo Stadshusparkend – con un nome che per un italiano può risultare leggermente incomprensibile – e la sua terrazza – Stadshusterrassensi rivelano al visitatore come una sorpresa: stanno sul retro della struttura e ci si arriva dopo aver varcato la soglia dell’ingresso principale e attraversato il cortile interno a pianta quadrata.

Attraverso i portici che delimitano la struttura si inizia ad intravvedere il luccichio dei raggi solari sulle onde. Superato il porticato l’impatto è forte, perché non si è per niente preparati a trovarsi improvvisamente di fronte un grazioso spazio verde, direttamente abbracciato da una distesa immensa d’acqua profonda. Il giardino è di forme regolari e armoniose come la struttura, arricchito da due fontane a forma di conchiglia e statue sapientemente disposte, tra cui spicca su tutte, sopra una colonna alta 20 metri, quella di Engelbebrekt Engelbrektssom – altro eroe nazionale del XV Secolo dal nome impronunciabile (l’opera è di Christian Eriksson).

Ciò che resta da fare non è altro che sedersi un attimo sul prato o avvicinarsi alla batigia percossa dalle onde ed ammirare il panorama della città con le sue isole, interrotti a tratti dal consueto passaggio ravvicinato di imbarcazioni silenziose e torme di canoe che sfrecciano sull’acqua; sentire la fresca brezza del nord sul viso e godersi la sensazione di essere direttamente circondati dal Mar Baltico.

Bene. Ora,come promesso, ecco la suggestiva visione notturna del Municipio …

 

ed ecco le due “curiosità“:

. 1: all’interno dello Stadshuset, nella c.d. sala Blu, si tiene annualmente il banchetto per celebrare i vincitori del Premio Nobel, a cui partecipa anche la famiglia reale. Dopo il banchetto gli ospiti si recano della sala Dorata, intarsiata con 18 milioni di tessere di vetro e oro, per il ballo di gala.

. 2: dentro il municipio c’è il più grande organo del Nord Europa, con diecimila canne e 135 registri.

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2018-07-05T20:52:55+02:00

One Comment

  1. andrea 19 Giugno 2018 at 18:40 - Reply

    Bellissimo

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